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GuidaCinema

La struttura in tre atti: lo scheletro di quasi ogni film

Presentazione, confronto e risoluzione. Una struttura semplice che spiega perché tanti film respirano allo stesso ritmo.

Di Redazione MATHEUZERAPubblicato il 1 min di lettura

Mani che reggono un ciak per strada

La struttura in tre atti divide una storia in inizio, svolgimento e fine, separati da punti di svolta che cambiano la direzione del protagonista. Lo sceneggiatore Syd Field rese popolare il modello nei manuali di sceneggiatura a partire dagli anni Settanta.

  1. Primo atto: presentazione

    Conosciamo il mondo e il personaggio. Un evento lo strappa alla routine e lo spinge nella storia.

  2. Secondo atto: confronto

    Il personaggio insegue un obiettivo e affronta ostacoli crescenti. È la parte più lunga e più difficile da scrivere.

  3. Terzo atto: risoluzione

    Il conflitto raggiunge il culmine e si risolve. Il personaggio finisce diverso da come ha iniziato.

Rompere la regola

Molti film notevoli giocano con la struttura, raccontano fuori ordine o rifiutano una risoluzione chiara. Eppure spesso funzionano proprio perché il pubblico conosce il modello e sente quando viene sfidato.